Gestione Famiglia Cella - Auronzo
Posto tappa dell'Alta Via delle Dolomiti n. 4 "di Grohmann"
Punto di partenza per il giro dei Cadini di Misurina
 Posti letto: 24
 Numero camere: 5
 Altitudine: 2106 m
Telefono rifugio: (+39) 0435 39041
Telefono abitazione: (+39) 0435 9502
Posta elettronica: info@rifugiocoldevarda.it
  • In seggiovia
    Dalla sponda sud del lago parte un moderno impianto a due posti, sempre in funzione durante il periodo di apertura del Rifugio

  • A piedi
    Dalla stazione di partenza della seggiovia si percorre la carrozzabile (segnavia 120) che risale le piste di sci (ore 1)
  • Per il sentiero attrezzato "Alberto Bonacossa"
    (Alta Via delle Dolomiti n. 4)

    Si scende brevemente per il sentiero n. 117, per poi traversare in diagonale e puntare alla Forcella del Diavolo, 2380 m, che si raggiunge con una serie di ripide serpentine. In questo tratto possibile trovare neve residua ad inizio stagione.
    Ci si cala rapidamente verso il Cadin della Neve, superando qualche salto roccioso con l'aiuto di comode corde e scalette metalliche, raggiungendone il fondo con larghe serpentine.
    Si attraversa il Cadin per riprendere subito a salire verso le rocce. La risalita di cenge e di un piccolo canalone di roccia e ghiaia facilitata dalla presenza di corde e scale. Per un ultimo tratto di ripide roccette (corde) si raggiunge la Forcella di Misurina, 2400 m, in vista del Rifugio. Notevole il panorama sul gruppo del Sorapiss.
    Dopo una breve, ripida discesa si tagliano in diagonale le ghiaie della Grava di Misurina e per radi mughi si giunge al Rifugio (ore 1.30, percorso facile che richiede comunque passo sicuro e assenza di vertigini, oltre all'utilizzo di adeguata attrezzatura da via ferrata)

  • Per sentiero
    Per chi non volesse percorrere il sentiero "Bonacossa", vi è la possibilità di scendere lungo il sentiero n. 115 per il Cadin dei Tocci, fino al Pian degli Spiriti, 1880 m, dove si trova la partenza della teleferica (ore 0.45).
    Si prende ora a sinistra un comodo sentiero nel bosco che perde lentamente quota fino a giungere al Lago di Misurina in corrispondenza della partenza della seggiovia per il Rifugio (ore 1.30 totali).
    Di qui in seggiovia o a piedi (vedi)
  • Per il sentiero attrezzato "Alberto Bonacossa"
    (Alta Via delle Dolomiti n. 4)

    Con il sentiero n. 117 si costeggia prima lungamente in versante Val Longeres il crinale del Monte Campedelle; lo si valica per poi scendere ripidamente lungo un sentiero di guerra attrezzato con corde fisse nel versante Val Campedelle.
    Raggiunta una cengia orizzontale, rocciosa e solo per brevi tratti erbosa, lo si percorre fino alla Forcella Rimbianco, 2176 m. Di qui dapprima in leggera salita ci si porta sul fondo ghiaioso del vallone, in cui si incontra il bivio con il sentiero "Durissini" (segnavia n. 116).
    Tenendo la destra, si supera un salto di roccia grazie a corde fisse su facili roccette, fino al Passo dei Tocci e al Rifugio Fonda Savio, da cui vedi itinerario precedente (ore 1.30, ore 3 totali, percorso facile che richiede comunque passo sicuro e assenza di vertigini, oltre all'utilizzo di adeguata attrezzatura da via ferrata)
  • Si scende per mulattiera (segnavia n. 120) nel versante della Val d'Ansiei, tenendosi a destra dei pascoli di Maraia Alta, fino a incontrare la mulattiera che sale da Casera Maraia. Si attraversano le grandi Ghiaie di Pogoffa, si aggira lo spuntone roccioso del Col de Varda e risalendo brevemente un valloncello erboso si giunge al Rifugio (ore 1)
  • Si prende una mulattiera (segnavia n. 120) che in lieve salita va verso Ovest per poi piegare con maggiore pendenza verso Forcella Maraia fino ai pascoli di Maraia Alta, 1943 m, da dove la mulattiera si dirige nuovamente verso Ovest e, aggirato il Dosso dei Campiet, verso le grandi Ghiaie di Pogoffa, dove incrocia il sentiero per il Rifugio Città di Carpi. Di qui per l'itinerario precedente (ore 1.30)
 Home page
 Servizi
 Accessi
 Itinerari
 Prezzi
 Immagini
 News
 Links
 Prenota
 Inverno
 Palestra di roccia
il rifugio
panorami
interni
flora e fauna
Web design: Antonio Baroncini, 2001